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Storytelling: da Google un video da Oscar della comunicazione

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Da Google, un caso di storytelling e comunicazione d’impresa che farà scuola, per uno splendido video da pochi giorni online.

Dimentica per un momento che il video che stai per vedere è una pubblicità e pensa invece di vedere un cortometraggio breve (3’32”).
Dal 13 novembre ad oggi, 4 dicembre, questo video è stato visto da 9,2 milioni di persone e nell’ambiente della Comunicazione è uno degli argomenti del giorno.

Il soggetto cinematografico è questo: un anziano a Delhi racconta alla nipote del suo amico d’infanzia, Yusuf, che non vede dal 1947, da quando India e Pakistan sono diventate due nazioni distinte e nemiche, dopo scontri sanguinosi.
Nel film, il nonno è uno dei milioni di indù costretti a lasciare il Pakistan e rifugiarsi in India. Un episodio doloroso nella storia dell’India e del Pakistan, con una delle più grandi migrazioni forzate della storia, con milioni di indù che fuggivano dal Pakistan e milioni di musulmani che fuggivano dall’India. Quindi, per gli indiani questa è una storia che tocca politica, religione, geografia, sofferenze e rivalità.

La maggior parte del video non è in inglese (ma è possibile attivare i sottotitoli), perché il video è stato realizzato da Google per il pubblico indiano.

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Il commento

Il video è stato realizzato da Google in India, e il punto, ovviamente, è quello di promuovere Google Search per 1,2 miliardi di persone. Ma rappresenta anche un nuovo livello di quello che può essere fatto in termini di comunicazione e advertising. Perché? Perché il coinvolgimento è elevatissimo e tocca corde emotive universali. La storia è semplice e diretta. La recitazione è da film d’autore, la musica è perfetta, la fotografia è spettacolare.

In breve, questo è un bel pezzo di cinema creato per una grande azienda. Si racconta una storia. Ci sono personaggi reali. C’è un inizio, uno svolgimento e una fine. C’è una grande storia contenuta in un cortometraggio. La cosa sorprendente è che la storia è raccontata in immagini: puoi vedere il video senza sottotitoli, capire ugualmente la storia e commuoverti (pur essendo lontano da quei fatti storici e da quella dedizione per gli anziani).
Google può essere antipatica a molti, come prima la Microsoft o l’Apple. Ma il dato tecnico è che un livello così elevato di comunicazione non si era ancora visto. Ci sono stati video come quelli di Sony, Nike o Levi’s che sono opere d’arte, performance suggestive, ma questo video è un’altra cosa. E’ emozione, è cinema.

Antonello Ruggieri

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