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Giornalismo: Rozzano e la fabbrica delle notizie

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Tanto clamore per nulla: «mai tolti i crocifissi: non c’erano. Così come il concerto: non era previsto»

A Rozzano ieri si è misurata la distanza che separa l’apparenza dalla realtà, il vero dal falso – scrive oggi su FQ Antonello Caporale – l’ultimo stadio della fabbrica delle notizie ha avuto per protagonista il professor Marco Parma, reo di aver vietato la celebrazione del Natale, di aver fatto togliere i crocifissi dalle aule e umiliato la religione cattolica annullando il concertino nell’istituto che dirige. (…) Nessuno, nei giorni scorsi, si è curato di domandare al preside se i crocifissi li avesse davvero tolti, il concertino annullato, e il Natale svenduto ai fanatici del terrore. Non l’hanno fatto i politici ma nemmeno i giornalisti che anzi hanno propalato (e con qualche compiacimento) il tondo falso di Rozzano. Cosicché ieri il professor Parma ha stilato in un linguaggio freddo ma inappuntabile, la sequela di sfondoni. (…) Il professor Parma, che pare un uomo mite e ragionevole, ha mostrato in un comunicato insieme asettico e perfido la carneficina di verità che si è fatta, il banchetto del falso al quale hanno preso parte tutti.

Sarà del tutto vera la critica di Caporale? Una verifica online mostra che…

Repubblica scrive: “Rozzano, Natale cancellato a scuola: proteste ai cancelli. Arrivano anche Salvini e Gelmini“. Sottotitolo: “Il segretario della Lega arriva con il presepe e i cd musicali. Mariastella Gelmini canta “Tu scendi dalle stelle”. E i genitori si dividono tra chi sta con il preside e chi lo condanna”.

Corriere della Sera: “Niente Natale e presepe a scuola. Rivolta dei genitori. Il preside: «Dopo Parigi evitare provocazioni»“.

Secolo d’Italia: “Non voleva il presepe: il preside di Rozzano (un ex grillino) si dimette.

A leggere tutto, sembra il preside di Rozzano fosse già sotto tiro di molte famiglie e gonfiare i fatti, fino a mandarli in tutte le Tv nazionali non è stato difficile. Anzi facilissimo, sull’onda delle stragi di Parigi. Ma non dovrebbero essere proprio i giornalisti la prima barriera contro le “notizie false e tendenziose”?
Riccardo Cinelli

 

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