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Stampa a colori: la cassetta degli attrezzi per non sbagliare mai

Cieli gialli e volti blu? Come gestire il colore quando il colore è importante? Ecco cosa occorre per non sbagliare mai.

Dove nasce il problema? Il problema nasce dal fatto che le capacità di riprodurre il colore variano da sistema a sistema, e all’interno di uno stesso gruppo, da apparecchiatura ad apparecchiatura.
Uno stesso file proveniente da una fotocamera o da uno scanner, sarà stampato in CMYK un po’ diversamente da come appare sullo schermo, che è in RGB.

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In alto: notare le differenti tonalità dell’oceano e del cielo, mentre sono minime le differenze di tonalità del pontile, a dimostrazione che alcuni colori sono quasi uguali nei due sistemi, mentre altri differiscono nettamente. In basso: notare le differenti tonalità dei palloncini, del volto del bambino e dell’asfalto.

 

Le incertezze del colore

Tutti i monitor rappresentano il colore nel “formato” RGB, ma la resa e la fedeltà variano molto, secondo modelli e produttori.
Similmente, la qualità e fedeltà sono molto variabili anche nella stampa in quadricromia, cioè con 4 inchiostri (CMYK): ciano (quasi rosso), magenta (quasi azzurro), giallo e nero. In quest’ambito, ci sono stampanti che utilizzano  inchiostri liquidi (le ink-jet) e altre che utilizzano toner (le laser). Molte dispongono di 4 pigmenti di colore e altre che ne utilizzano da 6 a 8.
In ambito tipografico, anche le offset da mezzo milione di euro non stampano tutte nello stesso modo, ma risentono sia del fattore umano (l’addetto alla regolazione dell’inchiostrazione), sia del fattore ambientale (temperatura e umidità).
Nonostante tutte queste variabili, per non finire nelle sabbie mobili del colore bisogna dotarsi almeno di questi strumenti: un monitor professionale, un atlante cromatico e le tavole di conversione della Pantone.

 

1 – I MONITOR
Nella catena del colore che va dalle apparecchiature di ripresa al monitor e dal monitor alla stampa, il principale elemento critico è il monitor, che deve essere calibrato e ricalibrabile per il colore. Sono monitor professionali che costano da 4 a 6 volte più della media, ma con la corretta gestione del colore, consentono di lavorare evitando ripetizioni, ritardi, rischi, errori e costi.
In genere, sono monitor di formato medio-grande, da 24 a 32 pollici, in grado di contenere contemporaneamente la doppia pagina e altre finestre. Grazie all’altissima risoluzione e al formato, evitano il 50-70% degli scrolling. In questo modo, la produttività aumenta nettamente, e anche di questo si deve tener conto quando si investono più di 1.000 euro per un monitor.
Quello della foto sotto è uno dei più venduti, un 32 pollici della Dell, da non confondere con il migliore 32 pollici tv.
La Dell, che vende solo online (“dal produttore al consumatore”), dichiara una «copertura di Adobe RGB al 99,5%, sRGB al 100%, REC709 al 100% e DCI-P3 all’87%». 
Nella foto, da notare al centro dello schermo il dispositivo di ricalibrazione periodica del colore, un accessorio di facile uso, indispensabile per uso professionale.

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monitor professionale
Monitor professionale per il colore, in fase di calibrazione.

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Solo i monitor professionali consentono di gestire il colore in modo affidabile.
Solo i monitor professionali consentono di gestire il colore in modo affidabile.

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2 – L’ATLANTE CROMATICO

L’atlante cromatico è un libro ben rilegato che riporta la stampa in offset di tutti i possibili colori stampabili in offset con 1, 2, 3 e 4 inchiostri di quadricromia. E’ stato realizzato da vari editori, ma ultimamente si trova solo l’edizione della Zanichelli (v. IBS), in ristampa dal 1989, con 220 tavole (89 euro).
Il volume contiene le sovrapposizioni di retini dei quattro colori fondamentali, per un totale di 23.000 combinazioni di colori, scalate del 10%. In pratica, per ogni colore scelto, visualizzato così come appare in stampa su carta, l’atlante indica le percentuali di quadricromia da impostare  su Photoshop, o XPress o InDesign.
In altri termini, evita di scegliere i colori così come appaiono a schermo, ma consente di gestirli con valori numerici precisi e sicuri, partendo proprio dalla loro stampa. Per questo motivo è un mezzo di gestione essenziale per chiunque voglia avere un punto di riferimento preciso per la stampa a colori.

 

3 – LE TAVOLE PANTONE – CMYK

I colori Pantone sono un set di raffinati colori pieni, con un numero identificativo, riproducibili in modo identico in tutto il mondo. Infatti è l’unico sistema di comunicazione del colore riconosciuto a livello internazionale. Il blocchetto dei colori principali costa circa 60 euro ed è un buon campionario, stampato su carta opaca e lucida (v. Starter Guide Pantone). Gli inchiostri sono disponibili nei migliori centri stampa pronti all’uso, oppure da comporre per l’occasione, combinando una serie di colori di base, con l’apposito ricettario della Pantone.

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Un esempio di alcuni raffinati colori pantone.

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Chiunque lavori nel settore grafico-editoriale ha bisogno anche delle tavole di Pantone-CMYK che servono sia come campionario dei loro colori pieni (non retinati), sia come campionario di colori in quadricromia.

Minima differenza tra un colore pieno Pantone, e la stesso tonalità resa con retini di quadricromia (CMYK).
Esempio della differenza tra un colore pieno “solid Pantone”, e la stesso tonalità resa con retini di quadricromia (CMYK).

 

Queste tavole di conversione Pantone-CMYK, stampate sia su carta opaca che lucida, offrono un enorme catalogo di colori, campionati sia come colore pieno, sia in quadricromia (v. anche Amazon).

catalogo Pantone
Ventaglio di colori stampati con inchiostro Pantone pieno (solid) insieme all’analogo stampato in quadricromia, con le relative percentuali.

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Schema del processo di stampa offset, con 5 gruppi colore. Quattro sono per la quadricromia. Il quinto può essere utilizzato per stampare i testi con un nero più coprente, oppure per aggiungere un colore Pantone o una vernice lucida trasparente.

Antonello Ruggieri, Claudio Torrella

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